PESCA IN APNEA IN INDONESIA

DINOSAURE PRODUCTION

 

 

 

 

 

Sebastien Le Corre,

35 anni, pescatore in apnea sin da tenera età e co-fondatore della Dinosaure Production, ci porta nelle meravigliose acque dell'indonesia con un racconto eccezionale! A gennaio in occasione del salone dell'apnea presenterà inoltre il film di questa avventura...

 

 


 

 

E 'nel nord-ovest della Francia, vicino alle acque agitate e fredde della Normandia che nasce il progetto di questo viaggio. Didier conosce bene l'Indonesia. Ci naviga ormai da molti anni. Ha organizzato questa crociera ed è già sul posto da un mese quando il resto del gruppo arriva. Un breve volo interno ci lascia sull'isola di Flores, dove ci aspetta la barca. Verso sud ... a Sumba!

 

Sumba non è solo un altra isola indonesiana, no ... è per lo più un altro mondo. Un mondo diviso tra modernità vorace e tradizione feroce. Un universo che non può essere visitato come in un bel safari, ma che si deve vivere come una esperienza privilegiata.

 

Sumba è ostile! La maggior parte delle sue coste è sormontata da scogliere. In acqua, delle ripide cadute mostrano il segno di una tormentata storia geologica ... cio che sarà la nostra felicità. All'interno, la parte orientale è particolarmente arida. La parte occidentale è molto più piovosa, questo è anche il luogo dove si trovano i più bei villaggi tradizionali. Un'isola dimenticata, selvaggia, misteriosa ... tutto quello che ci piace. Questo profumo d’avventura ci accompagnerà per tutta la nostra crociera sul Cahaya Mandiri (luce solitaria), una goletta tradizionale di 26 metri di lunghezza che permetterà di unire la storia alla nostra passione. E quale posto migliore del Timor per farlo!

 

 

Situata tra Filippine, Australia e Papua, la refione di Timor è il centro del triangolo del corallo, e coinvolge la più grande biodiversità del pianeta. Gli esperti concordano sul fatto che, dopo l'era glaciale gran parte della vita marina non sarebbe sopravvissuta che in questa parte del mondo, e che da qui si è successivamente ri-sviluppata in tutto il mondo. Timor, Rote, Savu e Sumba si trovano così al centro di questa culla della vita e ci offrono un parco giochi ideale per fae della buona pesca in apnea.

 

Conosciamo queste acque ricche e speriamo d’incontrare snappers, barracuda, carangidi ignobilis, il mostruoso Mahi-Mahis e perché no il famoso tonno dente di cane. Navighiamo (soprattutto di notte), peschiamo (2 volte al giorno), esploriamo i punti di cui abbiamo le coordinate e diamo la caccia ai pesci dei nostri sogni ... Il Mare di Savu sarà il teatro di tutte le nostre speranze. Questo viaggio è nella nostra testa da molti mesi. Lo abbiamo immaginato, preparato, la nostra attrezzatura non è mai stata cosi pronta. Ci siamo finalmente...

 

Abbiamo navigato tutta la notte su questa bella barca arredata in modo confortevole. L'equipaggio è composto da 6 persone al nostro servizio e il cuoco si è già adoperato per risvegliare le nostre papille gustative. Abbiamo abbandonato le cabine per dormire sul ponte, sotto le stelle. Il sole sorge, siamo arrivati al primo punto a nord di Sumba. Davanti a noi, un infinita e bellissima spiaggia bianca. Nessuna casa, non ci sono strade, solo dei delfini intorno alla barca. I pesci in caccia attirano il nostro sguardo, l’acqua ribolle. Julien, la nostra guida, inizia un briefing sulla sicurezza. La pesca si svolgerà obbligatoriamente a coppie, un fucile per due pescatori. Un secondo e più piccolo fucile sarà dato al pescatore in superficie solo per ragioni di sicurezza o per doppiare il  pesce. Secondo il tipo di fondale i fucili saranno dotati o di mulinello, o con il sistema brake away con sagola galleggiante, bunjee e boa. Si parte quindi…iniziamo sotto costa a 10m di profondità e visibilità eccellente, coralli e colori molto vivi!

 

Appena nell’acqua ci accorgiamo che la corrente è forte ma il pesce c’è e non sappiamo più dove guardare. Come ogni volta ai primi tuffi la mano trema e siamo nervosi. Vogliamo un combattimento perciò ci siamo messi d’accordo e prenderemo solo grossi pesci. Abbiamo deciso di limitare il numero di prede per specie. Una volta preso un pesce di un tipo passiamo ad un altro… lasceremo passare quindi molto pesce. Tutti i pesci della bariera sono la dal più piccolo al più grande, pesci pappagallo, banchi di barracuda, cernie, wahoo, e per il piacere degli occhi delle tartarughe, delle razze di differente specie compresa la regina Manta. C’è tanta mangianza ma niente di grosso tranne i pesci pappagallo che si prendono gioco di noi. Sono in branco, da 5 a 10 esemplari, ma molto diffidenti e il nascondino dura molto chiaramente a loro vantaggio. Incrociamo dei wahoo di media taglia e Phil incontrerà la sola lampuga della vacanza. Niente tiri ancora, non importa, prepariamo le nostre apnee per cio che ancora ci aspetta.

 

Questa prima mattinata è un rodaggio perfetto. Prendiamo i nostri riferimenti e ci prepariamo a dei nuovi incontri. Ritorniamo alla barca mangiamo un po e poi una piccola siesta prima del secondo round della giornata. Metà pomeriggio, secondo punto, ci dividiamo in tre coppie più mathias come operatore. L’acqua è chiara e ci ritroviamo sul bordo di una scarpata sottomarina. Bisogna fare attenzione alla risacca che tende a gettarci sugli scogli. Le condizioni non sono ottimali e siamo sballottati da una corrente molto forte. C’è un primo passaggio situato a 10 metri lungo la parete, seguito da un secondo che termina su una caduta profonda. Fa paura è blu intenso e da quasi le vertigini, infatti va da 20 a 300metri… Sappiamo che dei mostri possono uscire da questi abissi in ogni momento. Cerchiamo di essere discreti e di non farci notare dai pesci. Siamo motivati. Lungo la scarpata ci sono dei grossi banchi di pesci chirurgo, e sono nervosi…anche noi.

 

Sono le 17, la luce è bassa, siamo ancora più concentrati perché sappiamo che questo è il momento migliore della giornata. Sono le ultime apnee. Seb è all’aspetto sul bordo del passaggio, con lo sguardo verso il blu e vede finalmente il suo primo tonno dente di cane. Il tiro è scoccato e parte forte. Fatica a trattenere la sagola, il tonno tira violentemente. Chiama il barcaiolo in aiuto, ma lui si è già diretto verso Gerald. Urla, non si capisce. Allo stesso tempo Didier combatte proprio di fianco. Ha sparato una grossa cernia di circa 20kg (la prima asta storta per lui). Seb riesce a recuperare la sua preda e si riunisce al gruppo. Ritrova Gerald con un gran sorriso e con una GT di 30kili e Phil con un carangide di 10kili. In 5 minuti 4 tiri: Un tonno, un ignobilis, un carangide e una cernia! Che bella fine di giornata!

 

 

 

Siamo già appagati da questa giornata e il resto non può che essere un extra. Dopo due giorni fruttuosi decidiamo di far rotta a sud est dell’isola. Il tragitto è movimentato,le onde sono grandi, il vento forte e una tempesta riporta tutti in cabina. Ci dirigiamo verso una secca in mare aperto di cui non sappiamo molto ma sembra promettente. Ci sono 15 metri di fondo e giù è pieno di corallo. L’acqua è tuchese e la forza della corrente ci spinge ad anticipare le discese per atterrare sulle teste di corallo. E’ il regno dei red snappers, aprion, barracuda e altri carangidi. Phil catturerà due bei red snapper e molto del pescato sarà dato ai pescatori locali. Il giorno seguente sarà dedicato ad una escursione terrestre: scoprire i famosi villaggi di Sumba. Prendiamo allora un Biskayu, un camion locale per il trasporto dei passeggeri e ci addentriamo nell’isola. La popolazione è accogliente, i bambini curiosi, gli anziani masticano del Betel che gli spacca le gengive. Il betel secondo le credenze locali dona loro forza e protezione dalle malattie. E’ soprattutto una droga eccitante che da sazietà.

 

 

 

I villaggi sono incredibili e sembrano venire direttamente da un’altra epoca. Sono magnifici con le loro capanne sormontate da un tetto molto alto fatto di foglie. Ovunque delle grosse pietre tombali occupano il suolo. Le persone piu ricche hanno le pietre più pesanti che spesso necessitano di 200 persone per essere sollevate. La vegetazione è lussureggiante, l’umidità incredibile e le risiere donano un tocco di colore a questo paesaggio tropicale. E’ tempo di ritornare a bordo e dirigersi verso il sud dell’isola. Qualche isolotto a largo ci fa scoprire dei nuovi fondali. Siamo sulla scogliera, sulla cresta di un’onda frequentata da surfisti e ci immergiamo in un impressionante dedalo di canyons dove il pesce brulica. La giornata di pesca si concluderà con la cattura di aragoste in pochi metri d’acqua. I giorni passano e la fine della vacanza si avvicina. Risaliamo verso nord e facciamo tappa due giorni sul primo punto di ancoraggio. Qualche bel pesce catturato ma non ancora IL pesce…..

 

 

 

Didier si piazza all’aspetto sui 15metri sul bordo della scarpata. D’un tratto la sua attenzione è attirata verso sinistra. Un’enorme massa scura si dirige verso di lui. E’ un enorme tonno dente di cane. Rallenta davanti a lui, accenna a rigirarsi lanciandogli un’ultima occhiata e mostrandogli il fianco. Tira e lo prende in piena colonna vertebrale. Tenta la fuga ma accusa troppo il colpo. Lentamente verrà riportato in superficie, è enorme! E’ l’euforia nella squadra. Issato a bordo e pesato, dichiarerà 77kili per 174cm di lunghezza. Il pesce tanto sognato sarà dato ai pescatori locali. Questa fantastica crociera volge al termine. Il mare di Savu ci ha conquistati. La bellezza dei paesaggi, la ricchezza dei fondali, la gentilezza dei locali ci farà tornare, è sicuro! Questa avventura è stata organizzata da SeaQuest Adventure.

 

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http://www.seaquest-adventure.com/fr

 

 

   scritto da Didier Rives

 

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