IGIENE ORALE E IMMERSIONI
LA PULIZIA SHOCK DEL TUBO
Tutti sanno che è buona abitudine lavare sempre l’attrezzatura subacquea dopo l’immersione. I più si adoperano in questa buona pratica per evitare il danneggiamento della stessa derivante dalla corrosione operata dall’acqua di mare, che come recita un vecchio adagio locale, “mangia tutto”. Per una questione di igiene inoltre, tutti (soprattutto quelli che adoperano mute senza pisciarino) sicuramente lavano o almeno sciacquano la muta a casa. E il tubo e la maschera?
E’ probabile che molti siano convinti che sciacquare alla buona sotto il rubinetto la maschera e il tubo sia sufficiente a garantirne la pulizia, alla fine sono elementi dell’attrezzatura soggetti ad un frequente passaggio dell’acqua (seppur di mare), che potrà mai capitare quindi?
Bene, è opportuno sapere che quel miscuglio di saliva ed acqua di mare che ristagna all’interno del tubo con il tempo tende a formare, sulle pareti interne di esso, una patina di colore marroncino chiaro/giallo ricca di germi e batteri che sono causa delle principali patologie dentarie.
In rete l’associazione “patologie dentali” e “immersioni” produce sempre come risultati i fenomeni più comuni che riguardano il consumo o danneggiamento dello smalto dei denti, la postura mandibolare e i traumi derivanti da micro bolle di aria presenti nel dente a seguito di otturazioni mal riuscite (odontobaropatie). Bisognerebbe tuttavia parlare anche della recessione gengivale per esempio (le gengive si abbassano e lasciano scoperte la radice) e di altre patologie che sono causate da una scarsa igiene del tubo/boccaglio.
Nel video qui sotto è possibile vedere cosa ha in serbo un tubo, lasciato inutilizzato per una sola stagione, quando ci si versa dentro dell’acqua bollente. Vi assicuro ad ogni modo che anche in quelli usati senza interruzione si possono trovare delle sorprese.
Se il vostro tubo è come questo basta sciacquarlo abbondantemente con acqua calda e tenerlo a mollo in acqua e bicarbonato (o amuchina) per disinfettarlo. Tale pratica dovrebbe coinvolgere anche il boccaglio.
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