SINCOPE

IL VIDEO SHOCK PER RIFLETTERE

  


In queste ultime settimane si sono tristemente susseguiti sul web gli annunci di scomparsa in mare di colleghi e amici pescasub. Nella maggior parte dei casi non si trattava di neofiti ma di pescatori esperti con piena coscienza delle loro capacità e possibilità.

 

 

Viene da se la considerazione che l’esperienza non è sufficiente ma deve essere accompagnata dal buon senso e dalla conoscenza di quei rischi su cui di solito si soprassiede perché considerati minori e compensati dalla pratica assidua.

 

Qualche mese fa e’ stato pubblicato un articolo sui rischi connessi alla pesca con l’aquascooter a largo mettendo in evidenza i tempi che occorrono per far fronte ad un’eventuale emergenza.

In tale articolo è stato scritto che:

 

Dal sopraggiungere della sincope (perdita di coscienza) possono passare massimo 8 minuti prima dell’arresto cardiaco a quel punto il cervello non viene più ossigenato e le sue cellule cominciano a morire dopo 3-4 minuti;

In condizioni di acqua fredda tale lasso di tempo può raggiungere anche i 10 minuti;

Tuttavia la rianimazione (CPR) non può avvenire in acqua e deve obbligatoriamente essere effettuata all’asciutto (il massaggio cardiaco può essere effettuato solo su una superficie solida e piana)

La sincope non è causa di morte in se ma la perdita di coscienza causa l’allagamento dei polmoni (annegamento). In alcuni casi tuttavia si verifica una forte contrazione dei muscoli mandibolari che serra la bocca ed impedisce l’allagamento dei polmoni, questo allunga di qualche minuto le possibilità di sopravvivenza in caso di incidente sia che il soggetto resti sul fondo o a galla. (fonte “corso di apnea” pellizzari-tovaglieri edizioni Mursia)

 

Immaginate quindi lo scenario in cui siete in due a pescare con l’aquascooter in un punto a 700 metri dalla costa e a 50 metri l’uno dall’altro (come accade spesso). Se al vostro compagno viene una sincope avete soltanto e sottolineo soltanto 12 minuti prima che abbia danni irreversibili al cervello (o peggio la morte) per:

 

a) realizzare l’accaduto;

b) raggiungere il punto dove pescava il compagno (50metri);

c) ossigenarsi cercando chiaramente di calmarsi;

d) trovarlo sul fondo;

e) riportarlo su;

f) assicurarlo alla meglio e portarlo a riva dove praticare la rianimazione, considerando che in media un aquascooter con una sola persona da trasportare copre la distanza di 700 metri in circa 10 minuti;

 

Ora che avete nuovamente in mente lo scenario di un’emergenza in acqua, invece d’immaginarla soltanto guardatela in questo video e pensate se ogni volta che andate a mare siete pronti e sempre nella condizione di gestire tutto questo. Quando fate le vostre considerazioni però tenete presente che nel video la vittima era accompagnata da un compagno di pesca (che attendeva in superficie) e un barcaiolo pronto…

 

 

 

 

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