BLACKTECH SHARK SKIN

PINNE IN CARBONIO ANTI RIFLESSO

 

 

Lo scorso autunno ho presentato attraverso un articolo una giovane azienda croata specializzata nella produzione di pinne in carbonio: la BlackTech. Da sempre attento alle novità che il mercato offre nel campo delle attrezzature per la pesca in apnea, ero rimasto impressionato dal prodotto assolutamente innovativo che aveva realizzato.

Le pinne in carbonio sono entrate da tempo nel bagaglio comune del pescatore in apnea moderno e nel corso degli ultimi anni questo prodotto ha subito un’evoluzione esponenziale. Si trovano infatti sul mercato pinne con pale più larghe, più strette, con il flap, a coda di balena, a spessore differenziato, a spessore omogeneo, con i longheroni, senza longheroni, ecc ma mai nessuno si era concentrato sulla risoluzione di un problema che tutti questi tipi di pinne hanno in comune: il riflesso.

La realizzazione di pinne in carbonio richiede come è noto l’impiego di fibre e resina ed è proprio quest’ultima a fornire un aspetto lucido alla superficie. Sappiamo tutti gli effetti che una specchiata può avere sull’esito di una cattura e alcuni produttori si sono in effetti impegnati a mimetizzare le pinne con delle vernici che chiaramente influenzano le proprietà meccaniche del materiale impiegato a favore di un’estetica più accattivante.

 

 

La BlackTech ha fatto tesoro delle innovazioni offerte dal mercato e ne ha tenuto conto durante la progettazione del proprio prodotto che ha richiesto tre anni e che è stata coadiuvata (per la fase dei test) dalla locale comunità di pescasub. I due ingegneri navali Sasa e Bruno hanno quindi creato delle pale in carbonio a spessore differenziato con una particolare superficie a “nido d’ape” che ne garantisce l’assoluta discrezione in acqua, insomma tutti i benefici di una pala in composito con la riflettenza di una in tecnopolimero! Andiamo a vedere nello specifico le caratteristiche.

 

MISURE

Le pale sono lunghe 80cm e larghe 19cm e sono prodotte con un’angolazione di 22°. Sono fornite di longheroni con profilo a T che si adeguano a qualsiasi scarpetta e che si allargano solo verso i due terzi della lunghezza della pala, in modo da incidere il meno possibile sulla flessibilità del carbonio ed evitare la derapata durante il movimento.

 

PUNTA

La punta come vedete in foto ha il profilo a coda di balena ma l’azienda ne fornisce sei tipi standard ed è inoltre disponibile alla realizzazione “on demand”, quindi inviando un disegno è possibile riceverle con il tipo di punta desiderato. I tipi più comuni sono quello del modello in foto (particolarmente indicato per la pesca in apnea poiché non sporge oltre il profilo della sagoma) e quello “flap” che garantisce una maggiore presa sull’acqua e una maggiore spinta ma che può creare delle difficoltà quando si pesca sul fondale roccioso.

 

SPESSORE E ORIENTAMENTO

Lo spessore della pala è differenziato cioè va assottigliandosi verso la punta. Il disegno infatti prevede che la pala risulti più sottile verso i due terzi della lunghezza ma la peculiarità sta nella disposizione delle fibre che non segue lo schema classico delle pinne attualmente presenti sul mercato. Se si guardano delle comuni pale a spessore differenziato si potranno notare con facilità dei semicerchi che demarcano appunto la differenza di spessore tra i vari strati. Questa disposizione crea dei gradini che danno vita a punti di maggiore stress meccanico e che secondo la qualità della lavorazione e dei materiali impiegati dal produttore, possono diventare potenziali punti di rottura. Purtroppo la BlackTech, per ovvie ragioni, ha richiesto di non pubblicare maggiori dettagli in merito ma posso dirvi che ha trovato un’altra maniera di disporre le fibre che attenua lo “scalino” tra uno spessore e l’altro. E’ infine doveroso parlare dei materiali impiegati e dei processi di lavorazione.

 

 

MATERIALI E PROCESSI

La BlackTech utilizza fibre di carbonio appositamente prodotte per l’industria aeronautica e una speciale resina epossidica, prodotta in Germania, la cui particolarità è quella di avere un elevato modulo di elasticità capace di conferire grande flessibilità al prodotto composito finale. La produzione avviene attraverso un doppio processo d’infusione che garantisce l’accurata espulsione dell’aria potenzialmente presente tra i vari strati e che sarebbe fonte d’indebolimento strutturale. Secondo il produttore tale processo fornisce garanzie maggiori della tecnologia PregPreg.

 

DUREZZA

La casa croata ha dimostrato in tutti i suoi aspetti di essere completamente orientata al cliente che difatti oltre a poter scegliere il tipo di punta, può scegliere anche la durezza che meglio si adegua alle sue esigenze. In commercio si trovano le classiche soft, medium e hard ma quante volte la dura era troppo dura e la media era troppo morbida? Bene, per far fronte a questo problema la BlackTech produce tutte le sue pinne in ben 9 livelli di durezza differenti!

 

TEST

Ho montato le pale su delle scarpette Salvimar e la presa è tanto salda da non esserci la necessità d’incollarle o forarle per mettere delle viti perché la pala non esce dalla scarpetta nemmeno se si tenta di tirarla via orizzontalmente. Ve la consiglio, oltre che per la salda presa, anche per l’angolazione di 22° che asseconda in toto la curvatura della pala. Inoltre la feritoia di questa scarpetta permette di esprimere maggiore forza con la parte anteriore del piede (metatarso) forzando meno sulle caviglie. Tale predisposizione esige tuttavia un gesto atletico impeccabile poiché non lascia molta espressione ad una pinneggiata vicina allo stile “bicicletta”.  La flessibilità della pinna è indiscutibile, può essere arrotolata e strizzata senza alcuna preoccupazione. Il ritorno elastico è notevole seppur si tratti di un modello di bassa durezza. E’ sicuramente una pinna adatta a lunghi spostamenti in superficie poiché non affatica le articolazioni e alla pesca all’agguato in medio fondale in cui occorre reattività e scioltezza in egual misura. In acqua non c’è alcun tipo di riflesso e grazie alla loro particolare superficie le normali abrasioni che si generano attraverso lo sfregamento contro le rocce tendono a non vedersi. Queste Pinne sono davvero eccezionali, basti pensare che sono utilizzate anche dalla squadra nazionale croata di pesca in apnea, nella fattispecie da Branko Ikic e Radoslav Jakupovic che hanno ottenuto risultati eccellenti nelle recenti competizioni internazionali.

 

 

 

 

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